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Come interveniamo



Eurokleis ha sviluppato in collaborazione con SAS Institute® uno strumento rivolto a soggetti con una elevata complessità organizzativa dove il controllo su tutte le componenti (es. controllate nazionali ed estere) viene attuato con criteri e strumenti che vanno al di là dei tradizionali sistemi di ERP.

Come esempio si può riportare quello di una azienda multinazionale che adotta un modello centralizzato di gestione della tesoreria, per cui le controllate riversano giornalmente i saldi (attivi o passivi) sul conto corrente della controllante o della società finanziaria del gruppo, per poi ricevere il giorno successivo la dotazione utile allo svolgimento delle operazioni giornaliere: in tal caso le gestione delle dotazioni ottimali per evitare scoperti in conto corrente, così come il controllo su eventuali irregolari ammanchi, non possono prescindere dall’implementazione delle metodologie statistiche e di reporting proprie dei sistemi di business intelligence per i quali gli ERP fungono da sorgente di dati. Tramite il “cruscotto di compliance” è quindi possibile avere una visione omogenea d’insieme sul sistema dei controlli della società e/o del gruppo, accedere alle analisi di dettaglio e disporre degli strumenti di sintesi per l’individuazione delle criticità per il management.

Grafico crescente

 

Il contesto

 

La legge 262/2005 c.d. “legge sul risparmio” ha introdotto importanti modifiche al Testo Unico della Finanza e alla disciplina del Codice Civile in tema di corporate governance delle società quotate. Una delle importanti novità della legge 262/2005 è l’individuazione di un’ulteriore figura responsabile verso il mercato della veridicità delle comunicazioni aziendali, con particolare riferimento alle informazioni di tipo economico, finanziario e patrimoniale.

Viene infatti prevista per legge la figura del “dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari” e regolamentate le relative attribuzioni e responsabilità. Colui che nell’interpretazione, probabilmente più estesa, della tradizione anglosassone è conosciuto come Chief Financial Officer (o CFO) diviene, insieme agli organi di gestione ed al direttore generale, responsabile degli atti e le comunicazioni della società previste dalla legge o diffuse al mercato, contenenti informazioni e dati sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della stessa società che devono essere accompagnati da una dichiarazione scritta di questi soggetti che ne attestino la corrispondenza al vero.


Il CFO sulla base di “adeguati poteri e mezzi” deve quindi porre in essere altrettanto “adeguate procedure amministrative e contabili per la predisposizione del bilancio di esercizio e, ove previsto, del bilancio consolidato nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario” e questi, insieme agli organi amministrativi delegati, deve attestare l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle suddette procedure nonché la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili. La mancata osservanza di queste prescrizioni rende responsabile anche il CFO sia in sede civile che penale. Viene quindi attribuita una rilevanza fondamentale nella tutela degli stakeholder aziendali ma, al contempo, si pone il problema di dotare il CFO degli strumenti propri della business intelligence per poter esercitare i controlli previsti e garantire la veridicità di quanto riportato nelle informative economiche, finanziarie e patrimoniali della società.

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