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Come interveniamo

 

Eurokleis ha sviluppato un approccio basato su Reti Bayesiane per la valutazione quantitativa del Rischio Operativo. L'utilizzo di un approccio causale mediante Reti Bayesiane permette di ottenere numerosi vantaggi, tra i quali:

  • il superamento della carenza dei dati storici di frequenza e di impatto degli eventi di perdita, i quali possono essere sostituiti mediante auto-valutazioni
  • la capacità di incorporare tutti gli elementi fondamentali: dati interni, esterni, scenari, sistemi di controllo
  • integrazione di dati qualitativi (e.g. giudizi soggettivi e/o opinioni degli esperti) e quantitativi (e.g. frequenze storiche di eventi di perdita)
  • la capacità di coniugare una rigorosa struttura probabilistica per rappresentare le relazioni tra le variabili ed una facile interfaccia di comunicazione tra l’utente e il modello probabilistico
  • la capacità di integrare velocemente i cambiamenti strutturali dell’azienda o di processo all’interno della struttura della Rete Bayesiana
  • possibilità di effettuare predizioni all’interno di vari scenari (what-if-analysis)
  • possibilità di fornire un’analisi costi-benefici riguardo ai controlli sul rischio.


 

Il contesto


Per Rischio Operativo s'intende "il rischio di perdite dirette o indirette derivanti da disfunzioni a livello di procedure, personale e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Tale definizione include il rischio legale".

Nel 2007 è entrato in vigore il Nuovo Accordo sul Capitale che introduce novità di rilievo in merito alle regole di adeguatezza patrimoniale degli intermediari bancari. Con Basilea 2,  è stato introdotto un coefficiente patrimoniale specifico al fine di migliorare la misurazione e accrescere la sensibilità delle banche verso il Rischio Operativo.

È indubbio che Basilea 2 ha avuto il merito di aver stimolato la comunità economico-finanziaria internazionale a sviluppare metodologie di misurazione del Rischio Operativo coerenti con una definizione chiara e condivisa, non solo nei limiti del sistema bancario, ma in un’ottica allargata ad ogni realtà aziendale.

Il Rischio Operativo coinvolge numerose competenze e sistemi gestionali all'interno dell'azienda e può essere ricondotto, seguendo l’approccio di Basilea 2, a quattro categorie di fattori causali:

  1. risorse umane: perdite derivanti da comportamenti del personale quali errori, frodi, non rispetto di regole e procedure interne, incompetenza o negligenza, etc ...
  2. processi: malfunzionamenti di procedure interne o di lacune nel sistema dei controlli
  3. fattori esogeni: minacce  ambientali, attività criminali commesse da soggetti esterni, eventi politici o militari, cambiamenti nel contesto legislativo e fiscale, ecc.
  4. tecnologia: tutto ciò che è correlato all’ICT, agli impianti, etc ...

Le organizzazioni che possono risentire degli effetti dannosi derivanti da una sottovalutazione del Rischio Operativo non appartengono esclusivamente al settore finanziario ed anzi spesso rivestono un ruolo determinante nell’economia reale.
Tra queste sono individuabili le aziende di produzione di beni e servizi nonché le pubbliche amministrazioni.

Gli approcci quantitativi per la misurazione del Rischio Operativo fanno riferimento per lo più a tecniche attuariali, come il Loss Distribution Approach e l'Extreme Value Theory, nonché a Metodologie Causali, come le Metodologie Bayesiane e di Fuzzy Logic.

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